martedì, 04 agosto 2009, ore 22:24


Un fiume di parole che non sanno dove andare, ruffiane come un gatto che si
fa accarezzare, mi nuotano nella testa e poi mi scendono nella gola e
vogliono essere sentite da una persona sola, una persona sola che le
sappia capire, che sappia catturare tutto quello che hanno da dire, qualcuno
che le prenda per poterle conservare, qualcuno a cui poterle dedicare. Di
certo non importa quanto tempo é durato, ma é sembrato abbastanza, non
hai mai pensato a quante cose abbiamo fatto e a quanto si é parlato, e a
quante notti in bianco che abbiamo passato, notti di discorsi, notti di
stronzate, di sesso e di rimorsi, di litigate, al sapore di birra, nutella e
biscotti, di sudore, di letti bagnati e disfatti. Mi piacevi, sai, quando ridevi, mi
piaceva anche il modo in cui fottevi e godevi, ma adesso é tutto lontano,
finito diciamo, ho avuto un paio di storie da quando non ci sentiamo, sono
ritornato alle mie vecchie convinzioni, e le donne le uso solo come
svuotacoglioni, girando, parecchio arrapante, con un DJ per amico e un
microfono per amante. Ma ricordo quella volta quando il meglio abbiamo
dato, alla fino ero distrutto e ti ho cercato, é stato automatico, non lo capisco
ancora, non avevo più pensato a te prima di allora, ed é stata quella notte
che ho pensato a questo testo, non capivo il motivo, ma sentivo che farlo era
giusto perchè ti sono grato di ciò che hai insegnato e di ciò che hai
imparato, l’ho creato, e forse non é un granché, ma é fottutamente vero ed é
solo per te....solo per te. ...solo per te.

Solo per te, credimi é un fatto strano,

dedichiamo, limitiamo questo brano stai attenta, non fraintendere il mio
intento: non sto piangendo, sto solo riflettendo. Uso questo ritmo lento come
accompagnamento al mio commento, a differenza di quei senza palle che in
un componimento piangono perchè han perso la donna, o ciò che chiamano
amore. Che cos’é questo amore se non uno scambio di interessi, che pone
le fondamenta su una serie di compromessi, già, e tu lo sai bene che questa
non é una di quelle cantilene tanto care alla nostra tradizione di italiana
sfigata canzone, fatta di smielate spremute di cuore, che quelli come noi
fanno solo vomitare. Quelli che hanno preso troppi calci in culo, quel tipo di
calci che ti rende il cuore duro, e ti insegna a prendere senza dare, a
offendere e ad usare, e poi a picchiare, ed ecco la differenza che ho notato:
con te ho preso, ma ho anche dato, e così solo per te sto parlando adesso,
solo per te rimo questo pezzo. ...solo per te ...solo per te.

 Le cose importanti
sono difficili da dire, le parole le rendono stupide e piccole,
e poi non sono
bravo a descrivere cio che sento, specialmente su questo argomento,
mi
conosco e so che mi sarei dimenticato di quello che c’é stato il segno ho
lasciato una cosa che di fare non mi sarei mai sognato e di cui tempo fa mi
sarei vergognato, ma non capita tutti i giorni d’incontrare una tipa che ti
ascolta prima di parlare, che ama quello che ami, che odia quello che odi,
che non passa la vita davanti allo specchio, che non te la fai in un momento,
che non gli frega del tuo aspetto ma che ti guarda dentro e che ha una faccia
da gatta quando ti guarda, ma se s’incazza sa essere crudele e bastarda,
che in tutto quello che fa é stilosa e originale, che se stai con lei ti fa sentire
un po' speciale, che quando si da lo fa con calore, che non scopa mai ma fa
solo l’amore, così ecco il mio segno, il mio ricordo ritmato, sputato, su
questo giro di basso, e qui lo lascio per ogni volta che lo vorrai sentire ed é
solo per te e per chi lo sa capire.

(Solo per te - Articolo 31)
Aristel
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giovedì, 09 luglio 2009, ore 12:18

"Tu hai fame di amare
è questo che ti frega
perchè la fame alla fine spegne il cervello
è a stomaco pieno, poi, che riesci veramente a ragionare"

 



La sensazione di trovarmi schiacciata con le spalle al muro, il respiro corto e gli occhi spalancati su due strade tanto diverse quanto vicine per difficoltà di essere percorse. Mi costringo ancora a restare qui, contro il muro, mentre sento il cuore scoppiare.  E' una lotta estenuante con me stessa, l'ennesima lotta. Sono stanca di dire di no, sono stanca di soffocare, sono stanca di sopprimere una parte di me che urla di essere libera di respirare, di prendere una boccata d'aria per sopirsi di nuovo. Perchè è così che sarà. Brucerà da morire, brucerà da fare male e poi, poi finalmente mi darà pace e si addormenterà per un po' lasciandomi il vuoto. Per quel poco che mi permetterebbe di rivedere tutto con mente lucida, con il respiro pieno e gli occhi stanchi ma rilassati. Per quel poco che mi permetterebbe di richiudermi nella fermezza di un “no” che non riesco più a dire.

Ed è utopistico pensare che lo capirai e che me lo eviterai. Che sarai tu a dirmi di no e a mettermi davanti ad una scelta già presa perchè probabilmente nemmeno te ne rendi conto. Tirerei un sospiro di sollievo e sarei costretta a reprimere la fame, a rimandare ancora.

Rimandare...

E' solo di questo che si tratta? Rimandare nella speranza di che? La speranza di trovare qualcuno che quell'amore sappia tenerselo stretto, che non lo butti al vento, che lo sappia apprezzare, che sappia ricambiarlo.

E non riuscire più a dire di no, pur sapendo che non sarà così, che è tutto flebile, che durerà poco.
E’ triste sapere già da prima che sarà così e, dall'altra parte, mi consola sapere che quando tutto finirà, quando la mia fame sarà soddisfatta, noi saremo lontani. Non riesco più a controllarla, mi sta divorando. Ha scalato ogni singolo pezzo del mio cuore e della mia pelle ed ora, con te, con due parole sento una voragine allo stomaco. C’è che io voglio sentirla ancora quella voragine che mi tiene sveglia la notte, che non mi fa’ addormentare perché non voglio perdere un attimo di quelle sensazioni, di quella vitalità.

C'è una sola strada.
Aristel
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martedì, 02 giugno 2009, ore 00:59

E' la voglia di sentire
il brivido di un abbraccio
ad occhi chiusi.



Aristel
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lunedì, 01 giugno 2009, ore 21:45

Che stupida che sei
tu non impari mai
il tuo equilibrio è un posto
che tu passi e te ne vai
e più stupida di te
sappi non ne troverai
quelle tue paure inutili
non finiranno.

Ma che stupida che sei
stupida un'altra volta
che parli ad uno specchio
e mai alla persona giusta
e da stupida che sei
tu non farai mai niente
sei una persona tra la gente ma
la gente mente sempre.

Imparare da sempre
camminare da sempre
e non capirai niente
hai sbagliato da sempre
ed è inutile adesso
che ti guardi a uno specchio che non sa chi sei
a uno specchio che non sa chi sei.

Che stupida che sei
che non ti sprechi mai
le tue poesie sono coriandoli
che non seminerai.
Se poi per ironia prendessi quota
nemmeno da un palazzo punteresti in alto.

Ma che stupida che sei
stupida un'altra volta
nuda di fronte allo specchio
e mai alla persona giusta
e da stupida che sei
fai pure finta di niente
lui si riveste soddisfatto
e intanto sai che mente sempre

Imparare da sempre

camminare da sempre
e non capirai niente
hai sbagliato da sempre
ed è inutile adesso
che ti guardi a uno specchio che non sa chi sei
a uno specchio che non sa chi sei
stupida
stupida…

Hai sbagliato da sempre
ed è inutile adesso
che ti guardi a uno specchio che non sa chi sei
a uno specchio che non sa chi sei..
una stupida.

(Stupida - Alessandra Amoroso)
Aristel
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giovedì, 28 maggio 2009, ore 00:46

Sono stanca morta, dovrei solo andare a letto ma ora m'è venuta voglia di scrivere. Anche solo due parole perchè...perchè m'è tornato tutto in mente, come un fulmine a ciel sereno, inaspettato e forte. Troppo forte per poter anche solo immaginare di risentirmi così fragile, instabile, con un piede -forse due- di nuovo in fallo.

C'è che ricordo tutto.
C'è che non voglio spegnermi di nuovo.

L'uno e l'altro convivono e io...io ora ho ricominciato ma non ti scorderò. Questo è certo.

Ragruso, che nome, ma a me fa' sorridere. Non piace a nessuno, tutti lo trovano difficile e a me piace. Lo hanno soprannominato Ragù, hanno detto che il colore dei miei capelli è uguale al suo, che sembra l'abbia fatto di proposito. Non ricordano di averlo detto anche per Dandyna, ma anche stavolta -non so perchè- io sorrido.

Torno a respirare.
Ho ancora troppo da dare, per fermarmi.

E non parlo solo di me, non parlo solo per me.
Desiderei poter amare con tutta me stessa, in tutte le forme possibili ed immaginabili, poter amare senza condizioni. Quanto mi manca. Troverò a chi dare tutto questo. Prima o poi troverò chi mi apprezzerà per come sono, chi non si farà spaventare dalla follia dell'amore, chi sarà disposto a rischiare per arrivare lì dove ci s'arriva solo in due, chi sarà disposto a mettersi in gioco.

Per quanto ne dica, per quanto menta a me stessa, sono così. Io ci credo ancora.
Aristel
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mercoledì, 29 aprile 2009, ore 21:49

"Quando poi davanti a te si apriranno tante strade e non saprai quale prendere, non imboccarne una a caso, ma siediti e aspetta. Respira con la profondità fiduciosa con cui hai respirato al giorno in cui sei venuto al mondo, senza farti distrarre da nulla, aspetta e aspetta ancora.Stai fermo, in silenzio, e ascolta il tuo cuore. Quando poi ti parla, alzati e vai dove lui ti porta."

Da te non me l'aspettavo. No...scherziamo sempre e son rare le volte in cui riusciamo a parlare seriamente. Ma quelle rare volte, escono cose come queste e, si lo dico scherzando, ma mi emoziono davvero.

Grazie.
Aristel
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domenica, 26 aprile 2009, ore 13:41

Vorrei sapere una cosa: ma per caso, un purissimo caso a me sconosciuto ed ignoto, sulla mia fronte c'è scritto la parola 'sesso'? Il primo che si scandalizza è morto.

Si, mi girano e anche tanto. Mi sono rotta di quelli che mi si avvicinano solo per portarmi a letto: ma che diamine c'è nell'aria?No dico e mi chiedo, il cervello è stato impossessato del tutto dagli ormoni o cosa?
E guai a chi mi chiede perchè decido di mandare a quel paese i maschi, di starmene tranquilla con i miei amici ed evitare rotture di balle. Si perchè per la sottoscritta sono emerite rotture di balle e giramenti multipli di rotelle, per essere gentile perchè graziealcielo -necessariamente tutto attaccato- gli attributi maschili non ce l'ho. Almeno ho la certezza che il cervello m'è rimasto: funzionerà male ma  non s'è spento del tutto.

Salvo i pochi esemplari salvabili da identificare con una grossa X rossa in fronte per non rischiare di confonderli nella massa, il resto li appenderei a testa in giu' -ancora una volta voglio essere gentile-.

Che c'è nell'aria?E soprattutto ma perchè tutti a me?Lasciarmi in pace proprio no eh?

Suppongo di doverla smettere di scrivere improperi contro i maschi o tra due nanosecondi ci sarà una ribellione: va bene riduciamo il caso a quelli che c'hanno provato con me, o meglio che c'hanno provato solo per UNA maledettissima cosa.

Quindi tu che leggi:
- se non sei maschio tira un sospiro di sollievo, sei salva dallo spegnimento automatico dell'unico neurone rimasto all'età di 15 anni;
- se sei gay, hai capito che era l'unico modo per salvarti;
- se sei maschio, trema e ragiona;
- se sei maschio e c'hai provato con la sottoscritta negli ultimi mesi, vattene a quel paese, non c'hai capito un cazzo!
Aristel
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giovedì, 23 aprile 2009, ore 11:45

E' un pezzo di una lettera che ho scritto per una persona. Voglio conservarla per poterla rileggere quando avrò un momento di debolezza o la voglia di buttare tutto all'aria e mandare a quel paese il mondo.

Il tuo messaggio: 'Smetti di pensare al futuro e quello che potrebbe essere, a quello che avremmo potuto e dovuto essere noi due[...]Il futuro non esiste, non è una cosa di cui tu ti possa crucciare più di tanto. Almeno non al punto di rimetterci il presente'.
Non sei l'unico che ha testato a proprie spese l'incertezza del futuro -ti basti pensare che ho perso Dandyna dall'oggi al domani-. Non sono una che fa progetti a lungo termine, non più almeno, o che si cruccia del futuro come dici tu. Pur condividendo il principio di base per cui il futuro non da' sicurezze e ti può levare in un attimo tutto quello che tu hai costruito a fatica per anni, non condivido ugualmente il tuo pensiero: che il futuro sia incerto, non mi autorizza a fare oggi come se non ci fosse, come se una cosa fatta oggi non avesse delle conseguenze e degli effetti sul domani, come se non avessi responsabilità in primis nei miei confronti e di seguito nei confronti della mia famiglia e così via.

Mi fa' strano sentirti fare questo discorso proprio ora, proprio dopo quello che è successo.[...]per quanto domani non so cosa mi accadrà, questo non mi autorizza a fare come mi va istante per istante e a non pensare, perchè per quanto mi riguarda a forza di far così ci si svuota. Si fatica anni per costruirsi dei principi, delle linee guida da seguire per stare bene con se stessi prima di tutto e per star bene anche con gli altri e io voglio tornare ad essere quella che ci credeva in com'era in barba all'incertezza del futuro e della vita in generale. Non voglio fare le cose solo perchè non so domani come sarà, non voglio scappare da responsabilità e scelte oggi con la scusa che tanto domani sarebbe stato comunque diverso da come me l'aspettavo. Lo trovo troppo comodo.

E' sempre questo che ho inteso quando ti dicevo che io avevo bisogno di crearmi le mie certezze, che poi durassero o meno nel tempo a me non importa. E' quello che faccio io che aumenta il mio bagaglio, il sapere che anche quando la vita rivoluziona tutto e mi crolla addosso il castello di carte che ho costruito io comunque c'avevo messo tutto l'impegno, la volontà, la voglia per farlo e non ho niente, ma proprio niente, da rimproverarmi perchè non ho sprecato occasioni, ho vissuto tutto a pieno e al massimo perchè non avevo paura dell'incertezza del domani.

[...]

Non buttare l’oggi solo perché il domani è incerto, è la più grande cavolata che si possa fare e porta, per come la vedo io, ad una felicità che è solo apparente e momentanea. Le vere soddisfazioni son quelle dove ci hai messo più fatica ed impegno, son quelle che rimangono nel cuore nonostante tutto attorno giri male.


In fondo, questa sono io. Mi ha fatto bene metterlo nero su bianco.

 

 

Aristel
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lunedì, 16 marzo 2009, ore 11:26

C'e`un posto bianco e un posto nero chissà dov'è
per ogni volo di pensiero dentro di te
c'è un posto alto e un posto basso chissà dov'è
per un violino e un contrabbasso dentro di te
c'è un posto lepre e uno lumaca chissà dov'è
se scappi o dormi sull'amaca dentro di te
e un posto dove ci son io
C'è un posto uovo e uno gallina chissà dov'è
se non sai chi sia nato prima dentro di te
c'è un posto in pace e un posto in guerra chissà dov'è
in piedi o tutti giù per terra dentro di te
c'è un posto sano uno malato chissà dov'è
e che il secondo sia passato dentro di te
e un posto dove ci son io
che cerco un posto tutto mio lì di fianco a te.

C'è un posto vino e un posto pane chissà dov'è
per quando hai sete oppure hai fame dentro di te
c'è un posto verde e un posto rosso chissà dov'è
per quel che resta o quel che passa dentro di te
c'è un posto vero e uno bugiardo chissà dov'è
per quando va la gatta al lardo dentro di te
e un posto dove ci son io.
C'è un posto tutto e un posto nulla chissà dov'è
per una donna e una fanciulla dentro di te
c'è un posto bello e un posto brutto chissà dov'è
non sempre si può avere tutto dentro di te
c'è un posto fermo e uno animato chissà dov'è
per come il mondo è disegnato dentro di te
e un posto dove ci son io
che cerco un posto tutto mio lì di fianco a te.

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Aristel
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lunedì, 16 marzo 2009, ore 11:20

Avevo bisogno di una manciata d'aria fresca e pura ed è arrivata. E' durata troppo poco, perchè il pensiero del dover tornare così presto non mi ha fatto mancare di sentirmi di nuovo soffocare, ma per quel che è durato è stato bello. Ho imparato a conservare gelosamente i momenti di spensieratezza che riesco a ritagliarmi, forse con difficoltà, forse sono pochi, ma sono i miei.

Ho riso, ho guardato il mondo con la curiosità e la voglia di scoprire che mi tiene viva. Mi sono lasciata distrarre dai colori e, probabilmente, Giu' mi avrebbe ucciso se non mi avesse conosciuto tanto da assecondarmi quando mi perdevo a rincorrere particolari futili che solo io trovavo interessanti.

Ora sono di nuovo qui, ho fatto casini facendomi male appena tornata: è il bentornato a Roma.  Mia sorella continua a chiedermi di Dandyna, stamattina ha pianto pensando che non c'è più...non aveva ancora pianto. Ognuno ha i suoi tempi di reazione e so che pure lei sta facendo tanta fatica ad accettarlo. Tra un po' mi aspettano le lezioni e qualche persona, per me troppe, che pretendono una risposta, di parlare, un parere, un consiglio, un che cavolo ne so. Io raccolgo le mie energie per ricominciare a far finta che sto bene, che sto reagendo, che sono in pace con il mondo.

Come dicono i miei 'la vita va avanti'...e famola anda' avanti. Che fatica.


Aristel
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